Università, è allarme per l’aumento delle tasse



Le Università italiane sono le terze più care d’Europa in termini di tasse: la denuncia arriva dall’Unione degli Studenti, che ha fatto i conti in tasca, è il caso di dire, agli atenei del nostro Paese, rivelando il peso caricato negli ultimi dieci anni sulle spalle degli studenti e delle loro famiglie, solo in parte compensato dalla diffusione delle borse di studio.

L’Udu lancia l’allarme. Secondo quanto evidenziato dall’Udu, per far fronte ai tagli ai fondi nazionali destinati al sistema universitario un Ateneo su due in Italia ha scelto una strada precisa: rincarare la quota di tasse per gli studenti, che al giorno d’oggi sono arrivare a rappresentare quasi un quarto dei fondi pubblici, con un incremento del 24 per cento in dieci anni. Inevitabile non vedere una correlazione sul pesante calo delle iscrizioni registrato nello stesso periodo, pari al 17 cento rispetto ai volumi del 2008.

Tasse aumentate, studenti diminuiti. In termini numerici, sono spariti quasi 300 mila studenti lungo lo Stivale, con un effetto negativo che si è fatto sentire soprattutto al Sud, dove i grandi Atenei dell’area hanno pagato un dazio fortissimo alla crisi: la Federico II di Napoli ha perso quasi 12mila studenti, l’Università di Palermo addirittura più di 22 mila, quella di Catania più di 18 mila. Secondo l’Udu, “il sottofinanziamento scientificamente indirizzato al Sud, in particolare dovuto al riparto della quota premiale e degli indicatori standardizzati, ha prodotto un risultato visibile agli occhi di tutti: i pochissimi studenti rimasti pagano tasse alle stelle“.

Cambiare le borse di studio. E non sono bastate le borse di studio a compensare l’aumento dei costi, anche perché in troppi casi questi finanziamenti sono limitati sia come quantità che come “qualità”; per questo, viene salutata con favore (e curiosità) l’iniziativa messa a punto da Piucodicisconto.com, piattaforma italiana di scontistica online, ed European Funding Guide, che hanno bandito tre borse di studio dal valore complessivo di 10.800 euro destinate a studenti “speciali”.

Un finanziamento innovativo. Anziché focalizzarsi solo su merito e situazione economica, questo progetto mira a premiare gli studenti che hanno progetti concreti e che sono concentrati sulla loro realizzazione: si tratta, infatti, di un finanziamento che intende eliminare le barriere finanziarie per lasciare la libertà ai giovani di dedicarsi in maniera più agevole sugli studi e, soprattutto, di sviluppare le loro idee, per quanto originali possano essere.

Un peso in più sugli studenti. Leggendo l’analisi dell’Udu risulta evidente che iniziative di questo tipo possono essere una “boccata di ossigeno” per gli studenti, che potrebbero quanto meno alleggerire il peso che grava sulle loro spalle: tornando a guardare i dati, si scopre che il Fondo di finanziamento ordinario ricevuto dalle università pubbliche statali nel 2008 ammontava a 7 miliardi e 386 milioni di euro, scesi già nel 2015 di 369 milioni di euro a causa. Nello stesso periodo, la contribuzione studentesca nelle università è passata da 1 miliardo e 355 milioni a 1 miliardo e 591 milioni: in altri termini, le università hanno aumentato le tasse per compensare il calo di contributi pubblici, e gli studenti hanno dovuto in pratica pagare il 63 per cento dei tagli subiti dagli Atenei.