Protesi Ginocchio Monocompartimentale nei giovani: tornare a fare sport



I soggetti più predisposti ad affrontare un intervento di chirurgia mini invasiva per l’impianto di una protesi ginocchio monocompartimentale sono giovani colpiti da artrosi precoce.

Per paziente ‘giovane’, in Ortopedia, s’intende una persona di età inferiore ai 60 anni. Si tratta, nello specifico, di persone con elevate richieste funzionali (operai, sportivi), affetti da artrosi secondaria (ad esempio, ricostruzioni del Legamento Crociato Anteriore o esiti di fratture). Questo genere di pazienti ha maggiori richieste funzionali; necessita di tornare rapidamente all’attività sportiva o, comunque, di mantenere gli stessi livelli di attività precedenti all’intervento.

Se, fino agli anni ’90, sottoporsi ad intervento per la protesi ginocchio significava rinunciare a qualsiasi tipo di sport, oggi la chirurgia ortopedica mini invasiva consente di riprendere l’attività fisica, seppure entro certi limiti. Ovviamente, il limite nell’utilizzo delle protesi monocompartimentali va stabilito in base alle competenze chirurgiche dello specialista e le condizioni fisiche del paziente.

Vediamo cos’è la protesi monocompartimentale, i vantaggi, gli sport raccomandati e quelli assolutamente sconsigliati dagli esperti del settore.

Protesi ginocchio monocompartimentale: cos’è

La protesi monocompartimentale (o parziale) risulta essere ancora più selettiva e meno invasiva rispetto alla protesi totale mini invasiva. Serve a sostituire osso e cartilagine danneggiati di uno solo dei tre compartimenti dell’articolazione (mediale, laterale o femoro-rotuleo). E’ bene sottolineare che la protesi parziale impiantata più di frequente va a sostituire il compartimento mediale.

Il modello mini invasivo è più piccolo e resistente di quello tradizionale. Viene realizzato con materiali evoluti, biocompatibili, primo fra tutti il titanio e il polietilene.

I vantaggi sono facilmente intuibili per chi conosce già le grandi virtù della chirurgia ortopedica mini invasiva. La protesi ginocchio monocompartimentale permette di ridurre ulteriormente i tempi di intervento e recupero, incisione, trauma, perdita ematica, dimensioni della protesi.

Nel caso in cui il Legamento Crociato Anteriore e Posteriore risultassero sani, potrebbero essere risparmiati durante l’intervento. Ciò si traduce nella possibilità di mantenere la naturale stabilità e propriocettività articolare.

Il movimento articolare ripristinato grazie alla protesi monocompartimentale risulta più naturale: la cinematica si mantiene simile a quella di un ginocchio sano. Si tratta di una protesi che consente una completa flessione del ginocchio.

La protesi parziale può essere ‘revisionata’ sostituendo soltanto l’inserto in polietilene (l’unico elemento soggetto ad usura) oppure impiantandone una nuova se si scolla o mobilizza dall’osso. La protesi monocompartimentale può essere anche convertita in protesi totale.

Protesi ginocchio monocompartimentale: quando impiantarla nei pazienti giovani

In gran parte dei casi, la protesi monocompartimentale è necessaria in un paziente giovane in associazione a:

  • Esiti di osteotomia allo scopo di correggere la parte compromessa dall’artrosi senza spostare il carico nel compartimento opposto;
  • Ricostruzione del Legamento Crociato Anteriore (LCA) fallita per esiti traumatici non trattati o trattati in maniera inadeguata;
  • Esiti di frattura. Solitamente, nei pazienti giovani, il compartimento danneggiato è quello laterale con conseguente rigidità articolare;
  • Esiti di trapianti di cartilagini e simili.

Quando la gonartrosi (artrosi al ginocchio), che colpisce un solo compartimento, avanza usurando la cartilagine e deformando l’articolazione, il ginocchio perde il normale scorrimento e funzionamento. Tutto questo porta a dolore e limitazione funzionale, rigidità. In tal caso, è necessario ricorrere all’impianto protesico monocompartimentale.

I motivi del successo di un impianto protesico mini invasivo

Oltre alla scelta di una protesi realizzata con i migliori materiali biocompatibili, la tecnica chirurgica è essenziale per la buona riuscita dell’intervento.

Se è vero che la chirurgia mini invasiva ha semplificato l’intervento riducendo i tempi e il trauma, è anche vero che si avvale di una tecnica di estrema precisione. Una metodica che richiede un corretto e completo approccio tecnico per consentire al chirurgo di ottenere un risultato funzionale biomeccanico soddisfacente.

L’intervento per impiantare la monocompartimentale, rispetto alla totale, è più complesso: ecco perché è importante rivolgersi a chirurghi esperti e qualificati.

E’ fondamentale eseguire una corretta resezione ossea, ottenere un corretto scorrimento della rotula sul femore ed un preciso bilanciamento e stabilità dei legamenti al livello di flesso-estensione del ginocchio.

Un intervento ben riuscito consente una flessione del ginocchio soddisfacente ed un recupero che, in passato, erano ritenuti impensabili grazie a protesi evolute e, perfino, concepite per entrambi i sessi allo scopo di adeguarsi perfettamente alle diverse conformazioni ossee a livello femorale.

Lo sport alleato della protesi monocompartimentale

In gran parte dei casi, i pazienti tornano a casa dopo 4-5 giorni dall’operazione. Mediamente, riprendono le normali attività quotidiane già 6 settimane dopo l’intervento chirurgico.

Un intervento di successo deve essere completato dalla delicata fase di riabilitazione post-operatoria, determinante per ottenere il massimo risultato finale e la funzionalità ottimale della protesi. Il paziente deve imparare a conoscerla, a scoprire quali sono i movimenti da evitare per non lesionarla, a sfruttarla al massimo delle sue potenzialità.

Chi la ‘indossa’ non soltanto non deve rinunciare allo sport, deve semplicemente praticarlo con più attenzione.

L’attività fisica deve rappresentare la scelta sana di chiunque, un valido alleato della salute anche per chi ha subito un intervento di chirurgia protesica mini invasiva per l’impianto di una protesi ginocchio monocompartimentale. Basta scegliere le alternative ‘a basso impatto’, sport praticabili senza correre rischi. Una regolare pratica sportiva contribuisce alla prevenzione di malattie cardiovascolari, metaboliche. Perché rinunciarci?

I vantaggi della chirurgia mini invasiva che abbiamo spiegato in precedenza consentono al paziente di riprendere l’attività sportiva dopo 6 mesi dall’intervento. Rispettando i limiti precisi indicati dal chirurgo, un’adeguata attività sportiva non riduce la durata di vita dell’impianto (10-15 anni nel 90% dei casi ma può superare i 20 anni).

Riprendere a fare sport con una protesi ginocchio monocompartimentale

Sostituendo un solo compartimento dei tre costituenti il ginocchio (ovvero mediale, laterale e femoro-rotuleo) grazie alla chirurgia mini invasiva è possibile riprendere l’attività sportiva.

Si può a patto che il paziente abbia un peso forma, abbia recuperato del tutto il range di movimento articolare ed il tono muscolare, non soffra di lassità legamentose del ginocchio o di importanti deviazioni assiali.

Non potrà praticare tutti gli sport ma soltanto quelli a basso impatto come nuoto, golf.

Teoricamente, potrebbe riprendere a praticare sport ad alto impatto (calcio, corsa, basket) ma queste discipline sportive porterebbero ad una precoce usura del polietilene e potrebbero, oltretutto, far correre il rischio di traumi e mobilità precoce delle componenti protesiche.

Protesi ginocchio monocompartimentale: sport raccomandati

Una volta superato il dolore e recuperato la funzionalità dell’articolazione, con una protesi ginocchio monocompartimentale il paziente giovane amante dello sport recupera anche parecchio entusiasmo.

Deve essere consapevole dei rischi che si possono correre riprendendo l’attività sportiva con una protesi: usura precoce degli inserti in polietilene e mobilizzazione dei materiali che compongono la protesi. Potrebbero subire traumi e microtraumi da contatto.

Può riprendere, quindi, ma con le dovute cautele e moderazione.

Gli sport raccomandati, con un ritmo di 3-5 sessioni a settimana, sono:

  • Nuoto;
  • Walking (camminata a passo svelto);
  • Golf;
  • Cyclette;
  • Ballo da sala;
  • Tiro con l’arco.

Agli sportivi con una buona preparazione atletica è concesso di riprendere a praticare con moderazione:

  • Ciclismo;
  • Trekking;
  • Canottaggio;
  • Equitazione;
  • Bowling;
  • Attività aerobiche a basso impatto;
  • Tennis;
  • Sci di fondo;
  • Scherma;
  • Pattinaggio su ghiaccio;
  • Body building.

Sport sconsigliati

Le attività sportive vivamente sconsigliate sono:

  • Corsa;
  • Calcio;
  • Basket;
  • Rugby;
  • Aerobica ad alto impatto;
  • Pallavolo;
  • Alpinismo;
  • Lotta.

Perché questi sport sono sconsigliati? Perché richiedono carichi notevoli, cicli ripetuti, balzi e cambi direzionali che potrebbero danneggiare le componenti protesiche compromettendo la funzionalità della protesi ginocchio impiantata costringendo ad un nuovo intervento per sostituirla.

Per prevenire tutto questo, basterà farsi seguire da un buon preparatore atletico o da un fisioterapista qualificato.