Decreto Dignità: il Matched Betting è ancora legale?

Come è ormai noto, il Decreto Dignità è andato a mettere mano su una tematica complessa come quella rappresentata da betting e gaming. Naturalmente il provvedimento voluto da Luigi Di Maio ha destato notevoli polemiche, perché rischia di andare a incidere notevolmente su un settore in grande espansione nel nostro Paese, senza realmente risolvere il problema della ludopatia, che è in fondo il vero obiettivo del ministro. Al di là della discussione politica scatenatasi dopo l’approvazione del decreto, è da rilevare come alcuni settori abbiano cercato di far passare un messaggio totalmente distorto, in base al quale il Matched Betting sarebbe in pratica stato reso illegale da questo provvedimento. Non è assolutamente così!

Il Matched Betting è assolutamente legale

Se si prova a navigare online, si potrà trovare più di un commento secondo il quale con il provvedimento governativo in questione verrebbe ad essere segnata la fine del Matched Betting in Italia. Si tratta di un pronostico però estremamente ardito, il quale non tiene in conto alcuni dati importanti.

Partiamo però da una precisazione: il Matched Betting è assolutamente legale e il Decreto dignità non poteva portarlo fuori dal recinto legislativo in quanto non esiste una sola legge in grado di proibire quella che è una semplice tecnica matematica applicata alle scommesse sportive. Non può in effetti esistere una legge tale da andare a vietare allo scommettitore di approntare una strategia in grado di impedirgli di perdere, cosa che è praticamente sicura da un punto di vista statistico per chi si approcci al betting senza aver prima predisposto una rete di salvataggio.

Una rete di salvataggio che può essere indifferentemente rappresentata dall’analisi predittiva (saper prevedere il possibile esito di un incontro sulla base della propria conoscenza della disciplina sportiva interessata) oppure, appunto, da una tecnica in grado di trarre vantaggio dalla matematica. Leggi di questo genere non esistono in nessun Paese del mondo, neanche negli Stati Uniti, dove pure chi prova a contare le carte nel Blackjack viene allontanato definitivamente dai casinò. Allontanato, appunto, sottoposto a interdizione, ma mai passibile di provvedimenti legali. Quindi, giova ripeterlo ancora una volta: il Matched Betting è legale ed è destinato a restare tale anche nel futuro.

Il Matched Betting non viene colpito dal Decreto Dignità

Stabilito che il Matched Betting è del tutto legale, per ovvi motivi, passiamo ad una seconda problematica emersa in maniera assolutamente impropria, quella secondo la quale esso sarebbe praticamente colpito a morte dal Decreto Dignità. Non è così, in quanto il provvedimento va a vietare la pubblicità sul betting e non certo i bonus, i quali invece continueranno ad essere proposti come una normale attività promozionale dalle piattaforme online.

In pratica gli operatori del settore non potranno più far comparire i loro banner sui siti che pubblicizzano la loro attività, e alcuni già hanno disdetto del resto i contratti siglati in precedenza, ma potranno continuare a proporre le promozioni tese ad accaparrarsi nuovi utenti o fidelizzare quelli che già hanno aperto il loro account. Considerato come il Matched Betting si fondi proprio sui bonus di benvenuto e su quelli periodici, affermare che con il Decreto Dignità si decreta la morte del Matched Betting è una assoluta forzatura che non giova a chi da essa è abituato a ricavarsi una entrata periodica che può rivelarsi una preziosa integrazione ad un reddito magari troppo basso. Il tutto senza peraltro andare a considerare la questione dei ricorsi che potrebbero piovere nel prossimo futuro o le eventuali rimodulazioni delle regole varate con il Decreto Dignità.